domenica 28 ottobre 2007

Schizofrenia

La salute della società non può prescindere dalla salute dei singoli. E comunque l'emarginazione e il rifiuto del singolo malato di mente rappresenta una sconfitta per tutti.
Tralasciando l'intervento psichiatrico, perché non tutti siamo psichiatri, cosa si può fare per queste persone?
Innanzitutto, secondo me, superare la diffidenza e la paura che nei confronti del malato di mente si ha la tendenza a provare. Poi provare a comunicare, in maniera discreta e senza pregiudizi, stando attenti a non fare più danni dei dolori che cerchiamo di lenire, con prudenza.
I dialoghi, anche quelli tra persone apparentemente sane di mente, spesso sono sovrapposizioni di soliloqui. Riuscire a vedere nell'altro una persona diversa da noi stessi, prendere le distanze per poi costruire un ponte, credo sia sempre un ottimo esercizio per l'anima e la mente.

Di seguito una citazione sulla schizofrenia:

Le manifestazioni cliniche della Schizofrenia sono alquanto numerose e mutevoli nel tempo; di seguito vengono sintetizzati gli elementi psicopatologici che, combinandosi tra loro, caratterizzano il quadro clinico della malattia.
1. Dissociazione mentale. Indica la perdita dei legami associativi tra le singole idee; la conseguenza è che la condotta e le modalità di comunicazione del paziente diventano bizzarre ed incomprensibili.
2. Autismo. Si caratterizza per un distacco profondo dalla realtà, talora associato ad una ricca produzione fantastica sostenuta da deliri ed allucinazioni.
3. Turbe della coscienza dell'Io. Il soggetto avverte i contenuti psichici non più come propri, ma estranei a se stesso, imposti dall'esterno.
4. Disturbi percettivi. Comprendono i fenomeni allucinatori che possono essere uditivi, visivi, gustativi, tattili etc. Tipiche sono le voci dialoganti, imperative, offensive, i fenomeni di eco del pensiero, di possessione del proprio corpo o di violenza sessuale.
5. Disturbi del contenuto del pensiero. Le tematiche deliranti più frequenti sono quelle persecutorie, ma possono essere presenti anche deliri d'influenzamento, di controllo, di grandezza, nichilistici, erotici, somatici, mistici, di trasformazione corporea etc.
6. Disturbi del linguaggio. Nel soggetto schizofrenico possono essere presenti diversi disturbi del linguaggio, ad esempio: paralogismi (sostituzione di una parola con un'altra che ha un significato diverso), neologismi (creazione di termini nuovi), schizofasia (il linguaggio perde di coerenza e di comprensibilità), ecolalia (ripetizione automatica delle frasi udite), palilalia (ripetizione di un discorso, ma con formulazioni verbali differenti), stereotipie verbali (ripetizione regolare di una parola o di un gruppo di parole), mutacismo etc.
7. Disturbi dell'affettività. Possono manifestarsi, ad esempio, sotto forma di atimia (indifferenza affettiva rispetto a qualsiasi stimolo), paratimia (discordanza tra reazione emotiva e stimolazione: un sentimento piacevole determina tristezza o rabbia e viceversa), stati di umore euforico etc..
8. Disturbi dell'istintualità e della volontà. Nei soggetti schizofrenici sono frequenti alterazioni qualitative e quantitative degli istinti vitali (lavarsi, produrre etc.) e sessuali; si possono osservare inoltre disturbi psicomotori catatonici quali lo stupore catatonico (il soggetto può rimanere immobile per settimane o mesi, indifferente alla realtà esterna), l'eccitamento catatonico (stato d'iperattività con manifestazioni improvvise di violenza auto o etero diretta), le stereotipie (ripetizione continua di schemi di movimento, di gesti o di parole), i manierismi (modalità d'espressione motoria che rappresenta un caricatura di atteggiamenti normali), il negativismo (il soggetto compie azioni contrarie a quelle richieste).

Fonte http://www.psichiatria-online.it/schizofrenia.asp

Nota: come al solito, io dico la mia e può anche darsi che dica sciocchezze. Dovrei cambiare il titolo del blog. Dovrei chiamarlo "Richieste di attenzione", considerando anche nel titolo le richieste di attenzione del suo autore :-)

2 commenti:

Frida ha detto...

Di attenzione ne hai tanta, ti assicuro, da parte dei tuoi fedelissimi lettori, che, evidentemenete, apprezziamo quello che scrivi. Magari non siamo un numero elevato,ma..meglio la qualità della quantità, no? :-)
Sul contenuto di questo post..concordo pienamente con quello che dici. Io per prima,mi accorgo, spesso incorro in questo "errore" di comunicare facendo poca attenzione all'interlocutore e restando troppo presa da quello che io voglio dire...Mi sforzo, però, continuamente, faccio un continuo lavoro su di me per evitarlo..Spero di riuscirci sempre di più..Prendere le distanze da sè, come dici tu, ma anche, aggiungo io (che ne ho fatto esperienza proprio sbagliando) prendere le distanze dal caricare eccessivamente di aspettative e di emotività le comunicazioni aiuta..E i ponti con l'altro, costruiti così, sono più solidi...perchè fondati sul rispetto dell'altro, della sua persona...
Un caro saluto,
Frida

Il cane di Jack ha detto...

Grazie del commento. Poi c'è da dire che si sbaglia sempre e non si deve avere troppa paura di farlo o pensare che i propri errori siano così determinanti ...
ciao