mercoledì 26 marzo 2008

Vorrei che mi parlaste d'altro...

Forse sono diventato scemo, ma mi sento di dire questo: che mi è venuto talmente in odio di sentire i nostri politici parlare solo di salari, tasse, pensioni e alitalia, che sarei pronto a rinunciare a parte del mio potere di acquisto pur di sentirli parlar di altro.
Mi piacerebbe sentire i nostri candidati parlare di politica internazionale, e/o prendere uno straccio di seria posizione sul Tibet (almeno le tragedie di attualità...). Sarei disposto a rinunciare a dei soldi per questo: magari comprerò un'auto da diecimila euri piuttosto che una da diciottomila. Abbasserò il mio tenore di vita, ma vorrei sentirli parlare proprio del popolo Tibetano, sentirli dire cose non dettate dalla logica economica per cui se la Cina diventa un gigante economico non possiamo permetterci di chiedere al governo cinese il rispetto dei diritti umani.
Si è vero che ho un telefonino da trentanove euro. Funziona bene. Ne ho un altro che nemmeno più si trova in commercio ma io ricevo e faccio le mie brave telefonatine: dire "ti amo" a una donna non è poi tanto diverso se la voce viene inviata con un telefono comprato nel 2003 o con l'ultima novità tecnologica. Eppure sono certo che rinuncerei volentieri a comprarne uno più costoso ed evoluto, che non serve alla mia vita ma solo a pompare il mercato, pur di sentire parlare i nostri politici di ricerca scientifica. E si badi bene: mi piacerebbe sentirli parlare di branche non immediatamente sfruttabili in termini di ricaduta tecnologica come la matematica, per esempio: non solamente di cose concrete, di ricercatori e di brevetti (ma nemmeno di quelli si parla).
Ebbene si, penso che potrei persino andare a piedi per lunghi venti minuti da casa mia alla stazione ferroviaria del mio paese e poi dalla stazione di Catania fino al lavoro: risparmierei carburante e usura dell'auto, pur di sentire parlare i nostri politici di giustizia e di lotta alla criminalità organizzata, invece che sempre e soltanto di tasse, salari e pensioni. Sarei curioso a tal punto di accettare il sacrificio di camminare a piedi, pur di sapere in cosa si differenzia, in tema di mafia, la politica della destra da quella della sinistra, quella dell'arcobaleno da quella della "destra destra".
E sarei anche disposto a tollerare una certa quantità di corruzione e di interessi personali in atti pubblici, pur di sentire qualcosa si impopolare, del tipo: dobbiamo fare sacrifici, dobbiamo risparmiare, oppure "pagare le tasse è bello". E' stato grande, ad esempio, Padoa Schioppa dicendolo con il coraggio di chi non dipende dagli umori della gente per essere eletto e lucrare :-)
E poi vorrei che i politici parlassero della famiglia (o delle famiglie), dei problemi etici, dell'adozione, dell'istruzione, dell'energia, dell'agricoltura e dell'ambiente (ma anche dell'educazione, del rispetto, della tolleranza) e insomma di tutte quelle cose che non sono "tasse", "salari" e "pensioni" e "alitalia".
Non sono un milionario o un miliardario, vivo con uno stipendio medio-basso (più basso che medio, ma chi crede che il proprio sia alto?). Ma non mi sento nemmeno un pezzente: se vogliono una mancia per parlare di cose politiche, io cento o duecento euro li anticipo, li possiamo anticipare tutti per fare una colletta (tagliando anche su qualche falso bisogno ... tanto non lo compro il computer nuovo per quest'anno).
Insomma vorrei sentir parlare di altro, anelo a cose politiche non economiche, sono disposto a pagare di tasca mia per questo: sono matto?
Ciao a tutti
I.

2 commenti:

Frida ha detto...

Io, invece, non vorrei sentirli parlare affatto..Vorrei un pò di dignitoso silenzio, da parte di tutti i politici..Io mi considero "in ritiro"...Ho chiuso alle chiacchere: basta. Ecco, se non li sento più blaterare sui loro argomenti (quasi) tutti improntati al basso tornacontismo elettorale, da repubblica delle banane (o dei fichi d'india, se preferisci..) posso riflettere meglio..specie per quel che non ho ancora deciso..E questo solo perchè mi sto sforzando, da semplice cittadina, di fare il mio dovere: decidere e votare in coscienza e con senzo di responsabilità..pur in queste assurde e "criminali" elezioni, che avremmo fatto mooooltissimo meglio a rimandare a dopo le riforme..Tu, forse, sei più ottimista di me, in questo momento..Vorresti che i politici ti parlassero d'altro..e, forse, lo credi ancora possibile..Io..no, non ora, almeno..Non fino alle elezioni..che, mi pare, stanno annebiando la vista e offuscando le menti "delicate" dei nostri politici..
Scusami se mi sono persa in troppe parole anch'io..ma questo genere di argomenti mi prende troppo..ormai lo sai..Comunque..complimenti per questa tua originale e ironica "provocazione" di pagare e far sacrifici pur di ottenere che i politici..facciano il loro mestiere..
Ciao,
Frida

marina ha detto...

Quoto Frida. Un po' di silenzio.
marina