giovedì 13 marzo 2008

Questo post si chiama come te

Io so che presto o tardi leggerai amica mia e so che probabilmente il tuo cuore ora è in apprensione per il tuo vecchio padre. E' come se vi vedessi, lui confuso in ospedale e tu spaventata a morte, impietosita, commossa, piena di dispiacere per non aver potuto evitargli questa umiliazione, le sue lacrime e il suo bisogno pressante di chiedervi scusa. Questo post si chiama come tuo padre: diglielo che niente e nessuno, nemmeno la vecchiaia potrà togliergli la dignità con cui è sempre vissuto. Bacialo. Questo post si chiama come tua madre che anche lei sarà confusa e pulirebbe tutte le lenzuola, i materassi, i pavimenti di questo mondo, e scalerebbe la nostra montagna, se avesse un minimo di forza per farlo, pur di tornare ad andare a Messa con lui.
Andrà tutto bene Amica mia: lui si rialzerà e voi tornerete a sorridere. In fondo non è neanche la prima volta che vi fa prendere di questi spaventi.

4 commenti:

Frida ha detto...

..mi hai commossa, I.
..e volevo dirtelo..anche se con ritardo..
Sei davvero un caro amico!
Ti voglio bene
Frida

nonsoloattimi ha detto...

Ciao I. quello che hai scritto è toccante, penso che sicuramente le tue parole daranno tanto coraggio alla persona a cui sono rivolte...so cosa vuol dire stare in pena per qualcuno e se mi permetti mi associo all'augurio che tutto possa andare bene..
un bacio
Claudia

Anonimo ha detto...

Ciao.E Grazie.
Questo pensiero per la tua amica non sai per quante persone può diventare personale. Nell'indifferenza e nel silenzio di chi tutti i giorni specula e lucra sulla necessità di aiuti alle famiglie che con amore si prendono cura dei loro cari per garantirgli la loro eterna, fino all'ultimo respiro, dignità.
Alessandra

Il cane di Jack ha detto...

E' vero. Anche io ne ho avuto esperienza. Chi ha un malato grave in casa è solo e abbandonato a sé stesso. E spesso anche i medici contribuiscono con la loro assenza e la loro faciloneria. Ciao e grazie a te (scusa anche del ritardo).
I.