lunedì 28 aprile 2008

Il ponte

A distanza di qualche mese ribadisco quali sono le questioni che mi fanno assumere una posizione, individuale anche se ininfluente, contraria alla costruzione di un ponte sullo stretto di Messina:
- Impatto ambientale: rovina paesaggistica di uno dei panorami più belli del mediterraneo. Spostamento di un milione di metri cubi di materiale.
Certo magari per alcuni sarà una questione opinabile e forse è stata infelice la scelta di inserirlo al primo posto in questa classifica di "contro" al ponte, tuttavia non credo che la salvaguardia dell'ambiente naturale sia seconda a nessuna delle altre argomentazioni contro. D'altra parte si può parlare di ponte come attrazione turistica? Si, forse si. Ci saranno dei curiosi che verranno a guardare, tuttavia non accetto il paragone con strutture come la Tour Eiffel, e altri casi di questo genere, che nacquero già inserite in un ambiente urbano. Il ponte di Messina avrebbe invece l'aspetto di due giganteschi chiodi, collegati da cavi d'acciaio, conficcati in un ambiente ancora limitatamente antropizzato.
- difficoltà e pericoli nella fase di costruzione (per esempio, cosa succederebbe alla struttura se vi fosse un terremoto durante la fase di costruzione?). Ripeto di non essere un ingegnere, tuttavia credo (dopo qualche lettura in proposito) che un terremoto in fase di costruzione avrebbe effetti ben più devastanti di un evento a struttura ultimata. Qualcuno potrebbe dire che il terremoto del 1908 ci mette al riparo da eventi di tal genere per diverse centinaia di anni. Questo mi sembra un esempio di logica antiscientifica, in quanto una zona sismica è una zona sismica e, anche a distanza di pochi anni, possono accumularsi energie sufficienti a un evento sismico disastroso. D'altra parte gli eventi che hanno interessato la Calabria nel 1638 e 1693 (vedi qui) dovrebbero fare riflettere sulla non prevedibilità dei tempi di ritorno dei terremoti.
- antieconomicità dell'investimento e sovrastima dei flussi di traffico. Anche qui, dopo qualche lettura mi sono convinto che il ponte sia un investimento antieconomico. D'altra parte anche il buon senso dice che collegare due sistemi di infrastrutture largamente insufficienti tramite un prodigio dell'ingegneria sarebbe come collegare due colli di bottiglia attraverso un traforo.
• Usi alternativi dei fondi pubblici: nell’ambito di previsioni realistiche dell’andamento dell’economia e dei traffici, i maggiori benefici sociali si hanno riducendo l’impegno delle finanze pubbliche e lasciando l’accesso al Ponte soggetto a pedaggio
Nonostante i risultati manifestino un’inesistente validità trasportistica del Ponte sullo Stretto di Messina la decisione di realizzare questa infrastruttura può prescindere dagli esiti dell’analisi costi – benefici e considerare la modifica della rete infrastrutturale con il collegamento stabile, come un intervento animato da altre motivazioni, la cui trasparente giustificazione rimane di esclusiva competenza politica. (Vedi qui)
Inoltre riporto un altro brano trovato qui:
In sostanza, per far viaggiare le merci su distanze superiori a 500 – 700 km (Ragusa e Milano, ad esempio, distano 1.400 km ) il trasporto su gomma perde la sua convenienza a favore di altre possibilità come quelle offerte dall'alternativa multimodale. Con le autostrade del mare, come la linea già esistente Messina – Salerno, ad esempio, c'è la possibilità di imbarcare i camion sulle navi facendo riposare l'autista, senza rischio di incidenti e senza inquinamento. Per alcune realtà economiche siciliane, ad esempio il settore delle primizie che vengono prodotte nel ragusano, il ponte non avrebbe alcuna utilità, perché i prodotti ortofrutticoli di pregio devono arrivare sui mercati (come quello di Milano) in tempi rapidi. Per questo a Ragusa si sta trasformando l'ex aeroporto militare di Comiso in uno scalo merci. Discorso simile può valere per il traffico passeggeri: un milanese o un tedesco che decidono di passare le vacanze in Sicilia o devono venirci per lavoro, difficilmente sceglieranno di viaggiare in macchina o in treno se hanno la possibilità – anche grazie all'abbassamento delle tariffe che si è verificato negli ultimi anni – di prendere un aereo.
- aumento dei costi di attraversamento rispetto all'attuale sistema dei traghetti
- scarso guadagno in termini di tempo di attraversamento (l'attraversamento del ponte, tenuto conto del percorso necessario per raggiungere le imboccature durerà almeno 20 minuti; il guadagno di circa 40 minuti rispetto ai tempi attuali sembra così determinante?)
- il vento (qualcuno calcola almeno 30 giorni l'anno di interdizione al traffico a causa del vento: bisogna tener conto che il vento sullo stretto spessissimo raggiunge i 200 chilometri orari e che il ponte è percorribile fintanto il vento soffia a 150 chilometri orari)
- rischio sismico e geologico: basta pensare che il ponte sorgerebbe su una faglia che corre parallela alle coste; che la Sicilia e la Calabria si divaricano di un centimetro circa all'anno, che entrambe tendono ad alzarsi sul livello del mare e, mentre la costa calabra si alza sul livello del mare di circa due millimetri l'anno, quella siciliana di mezzo millimetro. Oltre tutto esistono "deformazioni gravitative profonde che interessano il versante calabrese: praticamente tutto il versante calabrese dello stretto è in frana, la cui superficie di base è molto profonda. Ci sono seri dubbi che una massa così gigantesca come il pilone del ponte riesca a restare stabile in tale quadro geologico." (blog di Aldo Piombino)
Il post di Piombino è molto interessante perché delinea anche i come e i perché di una pratica impossibilità di attraversamento ferroviario sullo stretto. Ne riporto qui il brano che interessa sull'argomento dell'attraversamento ferroviario: "Sui problemi tecnici ingegneristici non sono molto ferrato, e mi limito ad alcuen annotazioni. Attualmente il ponte sospeso più lungo è l'Akashi-Kaikyo a Kobe-Naruto, che però è lungo “solo” 1.991 metri, era stato originariamente previsto ferroviario, poi misto sia stradale che ferroviario, infine realizzato solo stradale. Perchè?
Il ponte più lungo d’Europa, il Great Belt, collega due isole dell’arcipelago danese e fa parte di un sistema stradale e ferroviario che unisce la penisola dello Jutland con la capitale della Danimarca attraverso un viadotto in cui camminano parallelamente la strada e la ferrovia. Ma (sorpresa!!) arrivati nella prima isola, nel punto dove si deve attraversare lo Stretto di Store Bealt, le automobili continuano a passare sul ponte mentre il treno passa sottoterra attraverso un tunnel. Perchè?
A Lisbona il ponte “25 Aprile” (1.013 metri) è stato realizzato nel 1966, ma per la ferrovia c'era una corsia rimasta inutilizzata fino al 1999. Il più lungo ponte sospeso ferroviario è lungo “appena” 1300 m (ponte Tsing Ma, tra Hong Kong e il nuovo aeroporto), circa 2/3 della lunghezza dell'Akashi Kaikyo e poco più di un terzo dei fatidici 3.300 metri.
Perchè tutto ciò? Perchè ponti sospesi e ferrovie sono realtà difficilmente accoppiabili. Innanzitutto è difficile conciliare l’estrema deformabilità trasversale del ponte con la ovvia rigidità delle rotaie, non solo sulla campata, ma anche e soprattutto all’innesto fra la parte fissa e la parte mobile.
Arrivare istantaneamente a una lunghezza di 3.300 metri pare un azzardo.... "
Ovviamente io non sono un tecnico per valutare il fondamento di tutte o alcune di queste critiche che sono state opposte ai fautori del ponte, ma, nel campo giuridico, tanti indizi gravi, precisi e concordanti fanno una prova, che a me basta.

(la prima pubblicazione del post è del 03/02/2008 - voglio citare un articolo sul ponte comparso sulla rivista Newton nel 2003, reperibile sul web qui e un articolo del geologo Mario Tozzi scaricabile da qui (ormai purtroppo non più reperibile sul web, ma che possiedo in cartaceo n.d.r.). Mi rendo conto che ora il post é diventato anche troppo lungo. Mi dispiace: in un certo senso mi ci sono sentito tirato per la giacchetta, ma sono disponibile a studiarci e impegnarmici ancora e anche a cambiare le mie opinioni, purché mi si prospettino argomentazioni plausibili che non siano quella che dobbiamo fare il ponte perché è bello e perché, come diciamo a Catania, è spacchiusu farlo.

11 commenti:

Frida ha detto...

Magari le decisioni politiche venissero prese a ragion veduta! Il ponte si vuole fare perchè si vuole fare! E basta. E' la "logica" non logica della politica italiana. Non saremmo qui, se le decisioni venissero prese, in politica, in modo documentato e corretto..Non credi?
Comunque..Non fa male esprime (e sentire) le tante posizioni "individuali e ininfluenti"..Qualcuno potrebbe anche ascoltarle..A proposito, sul ponte sono fortemente contraria anch'io..E pure per ragioni "affettive"..Non mi piace che si deturpi uno dei posti più belli d'Italia, che per alcuni anni ho avuto il "privilegio" di vedere ogni giorno dalla mia finestra..
Ciao,
Frida
P.S. ..mi accorgo che frequento spesso..Non scrivere cose interessanti..Che poi mi viene da commentare e.."perdo" tempo..;-):-)

riri ha detto...

Ciao, anch'io,non avendo basi tecniche,non saprei dire bene il perchè del no al ponte.La trovo un'inutile follia economica e l'Italia ha bisogno di ben altro..abbiamo treni fatiscenti,aerei con ritardi ecc.non sto qui a dilungarmi,tanto sono cose che noi tutti sappiamo,posso solo dirti che difficilmente andrò a votare.
Un cordiale saluto.

Il cane di Jack ha detto...

Scusate se non ho risposto prima. Ringrazio tutte e due per il commento e ricambio con affetto i saluti. Sul ponte resto sempre con qualche dubbio: magari mi sfugge qualcosa, ma la verità mi sembra così evidente che non riesco a capire come ancora abbiano il coraggio di parlarne...

Anonimo ha detto...

Rispondo al post perchè ogni idea è vera finchè non se ne dimostri il contrarioma anke il contrario può essere falso!

RIGUARDO a:
- Impatto ambientale: rovina paesaggistica di uno dei panorami più belli del mediterraneo. Spostamento di un milione di metri cubi di materiale.

IL BELLO E' SOGGETTIVO! PENSA A BROOKLYN SENZA IL PONTE. IL PONTE E' COMUNQUE UN'ATTRAZIONE E SECONDO ME MODIFICA IL PANORAMA MIGLIORANDOLO.

- difficoltà e pericoli nella fase di costruzione (per esempio, cosa succederebbe alla struttura se vi fosse un terremoto durante la fase di costruzione?)

NON SO SE SEI INGEGNERE. COMUNQUE IN UN PROGETTO COSI' AMPIO OGNI EVENTO STATISTICAMENTE AMMISSIBILE E' CALCOLATO, L'IMPONDERABILE LO LASCEREI A DIO.

RIGUARDO A:
- antieconomicità dell'investimento e sovrastima dei flussi di traffico;

QUANTE PERSONE SONO ANDATE A PARIGI PER VEDERE LA TORRE EIFFEL? E QUANTI HANNO PAGATO PER SALIRVICI SOPRA? IL TRAFFICO AUMENTERA' ED ANCHE IL FLUSSO TURISTICO IN SICILIA PERCHE' MOLTI VORRANNO VEDERE IL PONTE E PERCHE' SAPRANNO CHE LA SICILIA ORA è PIù VICINA!
E SE FOSSE ECONOMICAMENTE SVANTAGGIOSA PENSA CHE OGNI IMPRESA
CHE SI RISPETTI DEVE IMPORRE SACRIFICI.

- aumento dei costi di attraversamento rispetto all'attuale sistema dei traghetti

IL PONTE DIVENTERA' ALTERNATIVO, NESSUNO HA MAI CALCOLATO IL PEDAGGIO IN FUNZIONE DEL COSTO DELL'OPERA.

- scarso guadagno in termini di tempo di attraversamento (l'attraversamento del ponte, tenuto conto del percorso necessario per raggiungere le imboccature durerà almeno 20 minuti; il guadagno di circa 40 minuti rispetto ai tempi attuali sembra così determinante?)

E LE TRE ORE DI FILA IN ESTATE DOVE LE METTI? ED IL DISTACCO DEI VAGONI DEL TRENO E LA RICOMPOSIZIONE DOVE LA METTI? IL PONTE AGEVOLERA' L'ACCESSIBILITA' E LO SPSTAMENTO DI MEZZI E UOMINI DA E PER LA SICILIA E' QUINDI UNA RISORSA.

- il vento (qualcuno calcola almeno 30 giorni l'anno di interdizione al traffico a causa del vento: bisogna tener conto che il vento sullo stretto spessissimo raggiunge i 200 chilometri orari e che il ponte è percorribile fintanto il vento soffia a 150 chilometri orari)

SE CE VENTO COSI' FORTE NON SI PUO' NEANCHE NAVIGARE! E COMUNQUE LE STRUTTURE SI CALCOLANO CONSIDERANDO ANKE L'IMPATTO DEL VENTO.

- rischio sismico e geologico: basta pensare che il ponte sorgerebbe su una faglia che corre parallela alle coste; che la Sicilia e la Calabria si divaricano di un centimetro circa all'anno, che entrambe tendono ad alzarsi sul livello del mare e, mentre la costa calabra si alza sul livello del mare di circa due millimetri l'anno, quella siciliana di mezzo millimetro. Oltre tutto esistono "deformazioni gravitative profonde che interessano il versante calabrese: praticamente tutto il versante calabrese dello stretto è in frana, la cui superficie di base è molto profonda. Ci sono seri dubbi che una massa così gigantesca come il pilone del ponte riesca a restare stabile in tale quadro geologico."
LE GIUNZIONI DELLE TRAVI AL PILONE ED I COLLEGAMENTI SARANNO PROGETTATI PER RESISTERE AGLI SPOSTAMENTI SISMICI ED ALL'AVVICIANEMENTO DELLE MASSE DOVUTE ALLO SPOSTAMENTO DEL CONTINENTE AFRICANO. QUANDO DIO VORRA' RIUNIRCI ALLA CALABRIA SARANNO COSTRUITI GIA' ALMENO 10 PONTI SULLO STRETTO.

TRA IL FARE ED IL NON FARE PREFERISCO IL FARE PERCHE' IL NON FARE MI FA SENTIRE INUTILE.

Il cane di Jack ha detto...

Ho risposto all'anonimo amico allungando il post e inserendovi alcune citazioni. Rispondo al commento come ho concluso il post:
Mi rendo conto che ora il post é diventato anche troppo lungo. Mi dispiace: in un certo senso mi ci sono sentito tirato per la giacchetta, ma sono disponibile a studiarci e impegnarmici ancora e anche a cambiare le mie opinioni, purché mi si prospettino argomentazioni plausibili che non siano quella che dobbiamo fare il ponte perché è bello e perché, come diciamo a Catania, è spacchiusu farlo.
Ciao
I.

EveRBerZ ha detto...

sottoscrivo!

nonsoloattimi ha detto...

Io rispondo dalle parte del cittadino " ignorante" e rispondo anche all'anonimo che mi sembra avere una risposta su tutto... concorde con riri credo che in Italia ci siano problemi ben più gravi ed urgenti da affrontare... per ora non so ( e francamente non mi interessa) se il ponte sullo stretto di Messina sia una manovra politica, economica, sociale o boh? positiva o negativa... ma sono fermamente convinta che ci siano delle priorità... c'è qualcosa di più urgente da affrontare... e non parlo di grandi imprese... la settimana scorsa ho fatto un viaggio in treno di nove ore senza poter usare la toilette... l'unica funzionante era inaccessibile... scusami I. se mi sono dilungata...
ti leggo sempre con piacere
Claudia

Frida ha detto...

Sai come la penso sul ponte e non ho certo cambiato idea. Ora però, che tu riposti questa cosa, mi viene in mente di aver sentito qualcuno della Lega (Bossi?..non sono sicura) dire che prima di fare il ponte sullo Stretto di Messina bisogna interrogare il popolo siciliano..che non è detto che la maggioranza lo voglia..E che è? Devo sperare nella Lega? !!?? !!
Mah! Le priorità di cui, giustamente, parla Claudia, possono mai essere, ragionevolmente, il ponte?..
Tu speri ancora che sia rimasto qualche barlume di ragionevolezza, in questa classe politica che ci governerà? Io vorrei poetr dire si, ma....
Un bacio e una buona notte
Frida

Anonimo ha detto...

Prevedere è scienza inesatta finchè le previsioni non si verificano, ma affinchè le previsioni si verifichino bisogna comunque che l'evento che presuntivamente le avrebbe dovute provocare venga eseguito.
Pensate a chi inventò la ruota se avesse pensato a tutti gli incidenti d'auto ed ai conseguenti morti?
L'ingegneria è sperimentazione, inventiva, innovazione evoluzione ed a volte anche rivoluzione.
Guardiamo le città di oggi e quelle rappresentate nelle foto di 100 anni fa e scegliamo quale preferiamo. Io personalmente scelgo l'attuale, anche forse perchè è la mia.
Il ponte se non verrà eseguito dalla nostra generazione verrà sicuramente realizzato dalle prossime, perchè non è concepibile avere un sistema di trasporti nazionali con un buco.
Il grado di conoscenze e la tecnologia posseduta oggi ci permettono di poterlo costruire non fermiamo il tempo tanto questo scorre inesorabile comunque.
Anonimo Pro ponte.

Anonimo ha detto...

Non sono un ingegnere, Temo che la questione del ponte sia più una manovra politica che altro.
Probabilmente in futuro si farà, ma non ho fiducia in chi lo vuole oggi. E non alle condizioni e per le motivazioni di oggi.
Il mio timore più grande infatti è che il ponte lo si voglia solo ed esclusivamente per iniziarlo... e non per portarlo a termine. Insomma, un'altra salerno -reggio calabria, che faccia mangiare i politici di oggi e che per questioni di età non lo vedranno mai completato.
E' solo una impressione, sicuramente sbagliata.
Grazie per avermi letto.

Il cane di Jack ha detto...

E' anche forse anche abbastanza ingenua la posizione di chi come noi, cerca di affermare le ragioni del buon senso, dell'economicità, della preservazione dell'ambiente e della sicurezza. In realtà lo sai cosa penso? Penso che le ragioni contrarie al ponte sono così tante che solo dei pazzi si imbarcherebbero in un'operazione di questo genere. I nostri governanti tutte queste cose le sanno. Solo che parlare del ponte e spenderci qualche soldino in progettazione e studi di fattibilità, crea consenso elettorale, da una parte perché molti pensano che le critiche al progetto siano i soliti no pseudoambientalisti e dall'altra sfruttando gli indubbi vantaggi di affidare qualche incarico ben retribuito o assumere qualche impiegato in una società avente comme oggetto sociale il nulla.
Saluti
I.