lunedì 4 agosto 2008

Repost: La Chiesa, i morti viventi e l'incapacità di tornare indietro

Non voglio attaccare la Chiesa; noto solamente che questa istituzione ha la capacità di trasformare in dogma di fede tutto ciò che tocca. Come nel caso dell'eutanasia in generale e dello stato vegetativo in particolare. Basterebbe seriamente cominciare ad accettare la distinzione tra morte della persona e morte dell'organismo, per avere una base su cui cominciare a discutere per cercare principi condivisibili, senza abbandonare la propria storia e il proprio vangelo, ma allo stesso tempo guardando ai casi e alla gente con autentica pietà cristiana. D'altra parte nella storia cristiana la morte è stata sempre identificata con l'abbandono dell'anima da parte del corpo e la Chiesa non ha avuto difficoltà ad accettare il concetto di morte cerebrale (chissà se il problema fosse posto oggi, se la Chiesa accetterebbe il concetto così facilmente; meno male che è acqua passata).

(a proposito della distinzione tra morte dell'organismo e morte della persona, voglio citare un interessante articolo di Peter Singer)

[già postato il 18/10/2007]

5 commenti:

zia elena ha detto...

Sono perfettamente d'accordo ed anch'io ieri, in un mio post, mi sono espressa in questo senso.

Sono contenta di aver scoperto il tuo blog.

Ciao.

Zia Elena / ziaelena.blog.lastampa.it

Anonimo ha detto...

Cogito ergo sum, non dimentichiamolo.
Il problema è così pieno di sfaccettature che forse la Chisa ha scelto di non affrontarlo appieno. I casi sono diversi uno dall'altro, e proprio nella loro diversità difficili da standardizzare. Provo a grandi linee a schematizzarli non volendo essere esaustivo di una serie di tipologie verificabile di casi.
A) Ci sono coloro la cui mente funziona e con ogni mezzo chiedono di essere soppressi;
B) ci sono quelli che combattono e non pensono affatto di essere soppressi,
b) ci poi quelli che in uno stato vegetativo non riescono a trasmettere nessun segnale della loro volontà, per questi qualcun'altro dovrebbe prendere una decisione.
Secondo me la decisione l'ha già presa DIO per tutti!

Il cane di Jack ha detto...

No anonimo non te ne puoi uscire dicendo che la decisione l'ha presa Dio e non dirci quale essa sia...
Aspetto risposta e ti ringrazio della visita e del commento.

Anonimo ha detto...

Dovremmo metterci prima daccordo su cosa è Dio e dovrei descrivere ciò che è indescrivibile. Pensa che gli ebrei non riescono neanche a nominarlo! Dovrei pertanto effettuare un'operazione che già in partenza sarebbe viziata di parzialità, ma non voglio lasciarTi senza una spiegazione e provo a esprimere alcune considerazioni nella parzialità imposta dall'argomento. Dio è il tutto, è un essere fluttuante, è il bianco ed il nero, è il bene ed il male, è tutto e diverso dal tutto, anche noi siamo parte di Lui e Lui è in parte in noi.
Percepita per un attimo la Sua condizione (i limiti del mio cervello umano non riecono per più di tanto a trattenere tale immagine, perchè trascinati dall'umanità), percepirai l'impotenza degli uomini nel risolvere i problemi non umani, che si avvicinano a Lui. Prendere una posizione su determinati argomenti rimane comunque e solamente una scelta umana e per portare minor nocumento deve essere condivisa democraticamente tra gli uomini che la subiscono. Grazie per l'ospitalità.

Frida ha detto...

Il caso di Eluana Englaro e le intromissioni di chi si sente più in diritto dei familiari, ma anche più del padreterno, se possibile, nel decidere della sua vita e della usa morte, ripropone questi problemi che la scienza e la tecnica hanno creato. Ieri ho letto l'interessante articolo di E. Scalfari su questo tema su Repubbica. Me lo ero sottolneato come sono solita fare quando una cosa mi interessa molto. Ti riporto una frase, forse una delle più banali, ma che, proprio perchè molto semplice nel ragionamento, a me ha fatto riflettere
"Le religioni - e quella cattolica in particolare - hanno assunto un atteggiamento dogmatico e ideologico sul tema della vita, trasformandolo in una vera e propia ideologia. Per quanto riguarda la nascita la Chiesa ha rigorosamente vietato la contraccezione respingendo ogni strumento tecnico che potesse limitare le nascite; sul tema della morte al contrario la chiesa difende il ricorso agli strumenti che la tecnica è in grado di fornire per prolungare artificialmente una pseudo-vitta al di là dei limiti segnati dalla natura"
La mia personale idea su questi temi così difficili e delicati è che le ideologie, e anche le religioni, devono tenersi distanti. Altrimenti si compiono più arbitri di quanto forse non sia comunque inevitabile che si compiano. Non tutti hanno una ideologia. E non tutti proprio "quella" o proprio quella religione..Occorrono leggi nate da un sereno confronto laico. Ma, in mancanza, e in attesa di queste, occorre affidarsi alle decisioni dei giudici sulla base di leggi, e di diritti, che comunque esistono (e sono tutelati), e sulla base di criteri scientifi già condivisi. Il resto è politica. O chiacchere, o religione. In spregio assoluto della libertà e della volontà degli interessati, che dovrebbero pur contare più di chiunque altro!
Scusami se mi sono dilungata..Il tema mi prende..
E grazie per l'opportunità, con questo post, di approfondire questo argomento