lunedì 25 febbraio 2008

Repost: L'onorevole Scupidda

Mi chiamo Carmelo Scupidda. Non vi voglio annoiare con le mie origini e i miei inizi, perché alcuni dicono che siano un po' volgari, anche se, a dire il vero, come diceva Dante, quello che sembra volgare oggi sarà il linguaggio comune di domani. Vedete come è diventata la classe politica di questi giorni, furfanti, ignoranti, pregiudicati e analfabeti, su cui nessuno avrebbe scommesso venti anni fa, oggi sono sulla cresta dell’onda. Così imparano tutti quelli che dall’alto delle loro lauree fanno tanto gli snob.
Però qualcosa sul mio passato la devo dire: prima facevo l'usciere all'ufficio delle pensioni. E' stata quella la mia scuola politica; là ho imparato che non occorre avere il potere e che la gente non rischierebbe mai l’inimicizia nemmeno dell’usciere del palazzo delle pensioni, ché quando ci sono soldi in ballo, nessuno guarda in faccia a nessuno e la gente vuole evitare ogni rischio. Soprattutto se gli fai capire chiaramente che la loro pratica gliela porterai tu direttamente al signor direttore per la firma e che le carpette a volte hanno il brutto vizio di nascondersi dentro ad altre e di finire in archivio, e poi è molto difficile che siano ritrovate e che, insomma, a rimetterci sei mesi o più solo perché l’usciere è stato distratto, poi non ci vuole tanto. Io non dicevo mai che le mance che la gente mi dava erano per me. “Occorre ungere le ruote del carrello”, dicevo. Nel frattempo mi ero messo al seguito di un famoso politico locale (non lo stesso che, dopo cinque anni di lecchinaggio e galoppinaggio, mi aveva fatto prendere il posto). No, un altro, che era stato espulso dal suo partito e aveva fondato un partitino, forte di un non indifferente pacco di clienti. A quei tempi si votava con il proporzionale e le preferenze e, quando lui è stato arrestato per corruzione, ho avuto la fortuna di essere stato, con i miei 45 voti, il primo dei non eletti e di salire al parlamento regionale della regione Sicilia con il titolo di onorevole e deputato.
Da politico, dapprima mi sono guardato in giro e sono stato al centro; poi ho militato nelle fila del centro-sinistra, poi ho visto che qui in Sicilia era meglio stare con il centro-destra. Ma non ingannatevi, non sono stato io a spostarmi. Il mondo gira e quindi sembra che sia io a muovermi, ma, nei fatti non è così: io sono coerente e Galileo Galilei, l’illustre scienziato italiano, inventore del cannocchiale e del piano inclinato, aveva ragione a dire che le cose che si muovono non sempre sono quelle che sembrano e che l'apparenza inganna.
Da politico ho fatto sempre il bene di tanti come prima, solo che una volta lo facevo dietro il mio tavolo da usciere aiutando gli aspiranti pensionati a raggiungere il loro agognato premio e poi l'ho fatto da deputato regionale, con autista e portaborse. Devo dire che il successo non mi ha dato alla testa e che sono lo stesso ragazzo semplice e capace di dieci anni fa.
Ho aiutato tanti parroci a sistemare le chiese delle loro parrocchie, anche se, a malincuore perché i preti non sono più quelli di una volta. I preti di quando ero bambino io si facevano un sacco di donne e siccome la loro virilità e i loro sani appetiti erano indubbi, uno poteva loro affidare i propri figli senza nessun timore. Questi sono tutti buonisti e non fumano. Molti hanno la voce da checche e uno ha qualche timore a mandare i propri figli all'oratorio. E ce l'hanno stranamente con i gay, sembra molto di più che con gli ignavi, i golosi e i ladri, i violenti e i corrotti.
In questo, però, sono d’accordo: i gay stanno rovinando il mondo perché, quasi quasi, in certi ambienti dove si sniffa cocaina e si va a puttane di gran lusso, se uno non si è fatto almeno un travestito o un transessuale in vita sua, viene considerato un provinciale dalle idee molto ristrette. Io stesso a seconda di con chi mi accompagno, a volte mi vanto di essermi fatto qualche maschio dall’aspetto femminile, anche se a me francamente a me non mi verrebbe mai in mente di inzuppare il biscotto con un maschio . Lo dico però certe volte se vedo che la persona che mi sta di fronte me lo vuole sentire dire. Questo me lo hanno insegnato a quel corso di psicologia e comunicazione che ho frequentato qualche anno fa. Se qualcuno però mi fa delle proposte, declino gentilmente dicendo di avere la candida.
Il mio impegno a favore delle famiglie è sempre stato notevole. Le famiglie mi hanno sempre ringraziato con ricchi doni e tanti voti e a volte mi hanno anche dato dei piccoli compensi in percentuale. Ma nemmeno le famiglie, oggi, sono quelle di una volta. Sembra che siano tutti una massa di cani sciolti, forse perché i capifamiglia sono stati allontanati forzatamente e alcuni sono andati in carcere. Per questo ho messo come primo punto del mio programma politico la difesa dei valori della famiglia e l'amnistia per tutti i papà ingiustamente detenuti.
Qualcuno dice che non ho un'idea mia e che sono ignorante. D'altra parte da quando c'è l'euro il costo di un'idea sembra essere andato alle stelle: neanche con il mio stipendio da deputato regionale sono finora riuscito a permettermene una nuova.
E comunque l'idea del ponte sullo stretto funziona sempre e non solo con la gente ignorante.
E funzionano anche tutte quelle proposte di impiegare persone sulle ambulanze e di farli entrare agli ospedali come assistenti di non so quale livello, e di fare cooperative per lavori socialmente utili.
Infine, per quanto riguarda la mia cultura, posso dire che c'è chi conosce il latino, la filosofia e la matematica e chi sa fare altre cose: io so parlare con la gente, fare promesse, fargli fare la fila per riceverli, stipulare patti con politici miei pari e poi non rispettarli, eccetera eccetera: insomma, io so fare altre cose.
Se le persone, come spero, continueranno a votarmi, mi daranno ancora una volta la possibilità di dimostrarlo.
Saluti a tutti e quando votiamo facciamo attenzione.
Vostro, On. Carmelo Scupidda



(postato per la prima volta il 08/08/2007)

3 commenti:

Dario D'Angelo ha detto...

Caro Onorevole a conoscerla prima io macari non lavissi fatto l'emigrante che lei di sicuro una mano me la dava. Però ci pozzo chiedere lo stesso se ciaiu una qualche speranza di moriri nella mia terra?
Cordiali saluti, in fede suo Agatino Catania.

il cane di Jack ha detto...

Caro Agatino Catania, ma perché mi parli di morte?
Certo che ti aiuterò a camminare verso la tua terra, amico mio, ma tu comincia pure e non aspettarmi.
In cambio tu dammi denaro e voto. Il voto per contare e poterti aiutare e il denaro, non per me, ma per ungere le ruote del carrello.
Saluti e baci
Carmelo Scupidda

Frida ha detto...

Ah,ah! Bel racconto e bella discussione con 'mpari Agatino/Dario che ti facisti ad agosto! :-)
Non potevi scegliere post migliore di questo,I.,per un repost in questo preciso momento "storco" ;-) :-)
Grazie dell'opportunità di rileggerlo..
Bacio
Frida