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mercoledì 3 ottobre 2007

Carceri

Premetto che sono per la certezza della pena: nessuno sconto, nessun lassismo. Una volta applicata una sanzione penale quella deve essere e nessuno deve avere la possibilità di commettere altri reati fuori dal carcere durante l’esecuzione della pena. Mi considererete cattivo ma così la penso. Premetto anche che personalmente sono a favore di una maggior tutela delle vittime dei reati: spesso la c.d. persona offesa dal reato viene trattata, di fatto, peggio del delinquente.
Tuttavia stasera mi preme dire alcune cose a proposito dei luoghi di detenzione e dei detenuti.
Innanzitutto ci sono carceri e carceri e alcune di quelle che abbiamo in Italia non sono degne di un paese civile. Basta fare qualche ricerca, anche su internet, per rendersene conto.
In secondo luogo i detenuti in genere sono poveri; magari non tutti lo sono in senso materiale, ma la gran parte si. In fondo questi fratelli puniti fanno parte di quelle fasce più deboli della società, che in un certo senso tutti abbiamo il dovere di tutelare. Voglio dire anche che spesso coloro che scontano le pene lo fanno a nome di tutti noi, che siamo fuori e, tante volte, non siamo affatto più buoni.
La comune opinione è abbastanza schizofrenica riguardo ai detenuti. Da un lato, si dice, non si doveva fare l’indulto, non si deve essere indulgenti, non si devono fare scarcerazioni alla leggera, non si devono fare sconti. Dall’altro che bisogna intervenire a favore della debolezza culturale ed economica creata da questa perversa società. Nelle carceri questa contraddizione trova uno dei suoi principali luoghi di sbocco, nel senso che, alla fine, non si fa né l’una né l’altra cosa. Si lasciano coloro che sono in carcere in condizioni spesso disumane (in tali luoghi, in spregio alla Costituzione, non mi sembra esistere nessuna possibilità di reale rieducazione). E poi ogni qualvolta si può, li si fa uscire, per permessi, liberazioni anticipate, semilibertà, indulti e amnistie.
Terza cosa: facendo un giro su internet ho trovato, riguardo a Catania, questi due interessanti pagine, tutte e due dello stesso sito:

http://www.associazioneantigone.it/osservatorio/rapportoonline/sicilia/catania.htm

http://www.associazioneantigone.it/osservatorio/rapportoonline/sicilia/catania2.htm

Sono due istituti penitenziari tutti e due localizzati a Catania. Quello che mi ha colpito è che quello di Catania Bicocca, più nuovo e vivibile dell’altro (Piazza Lanza), è riservato ai detenuti per fatti di mafia: mi viene il dubbio, a questo punto, che anche nell’applicazione della pena, ci siano due pesi e due misure e che, in buona sostanza, sia sancito il principio che ci debbano essere posti "lussuosi" per gente di “calibro” e letamai per piccoli delinquenti.

martedì 2 ottobre 2007

Darfur

Mentre, in questi giorni si parla prevalentemente, e forse a ragione, della Birmania, io per andare come al solito controcorrente, vorrei ricordare in questo blog altre situazioni di povertà estrema e di estrema carenza di democrazia. Oggi è la volta del Darfur:"Il conflitto in Darfur, nell'arco di quattro anni, ha provocato non meno di 300.000 morti, e ha costretto almeno due milioni di persone alla fuga, destinandole ad una vita da sfollati sia all'interno del Sudan, sia nei campi profughi in Ciad, circostanza che di fatto ha allargato il conflitto anche a questo paese confinante."

lunedì 1 ottobre 2007

Cina

Si parla della Cina come di un paese diventato quasi ricco e dei cinesi come dei silenziosi invasori: e allora date un'occhiata qui: il 25% di bambini rachitici mi pare un numero enorme ad occhio e croce....