Ultimamente ho un po' trascurato questo blog. Ora ho intenzione di rimediare: posto questo stralcio della voce di wikipedia dedicata allo spaziotempo. Non c'è molta poesia nell'immaginare tutto il continuum spaziotemporale come un "filone di pane". Già il grande "lungo fiume completamente ghiacciato" va meglio. Ma nemmeno quest'ultima metafora, a ben guardare, descrive compiutamente il fluire degli eventi. Per immaginare il divenire dobbiamo ridurlo a un cibo appetitoso oppure a un freddo e immobile ghiacciaio. Cose che comunque sono ferme e immobili, mentre noi sentiamo in ogni profonda fibra del nostro essere un incessante movimento. Eccovelo comunque questo confine tra ciò che si può immaginare e ciò che semplicemente si può scrivere in formule matematiche (ma non è una roba in cui sono particolarmente bravo).
Se immaginiamo di osservare tutto lo spaziotempo dell'universo nella sua interezza, immaginando dunque di "uscirne fuori" per guardarlo, esso assomiglia, per ricorrere ad un utile metafora, ad un filone di pane o a un lungo fiume completamente ghiacciato, nel quale ci sono le linee d'universo degli oggetti: la lunghezza è la dimensione temporale; per lo spessore e la larghezza ci sono gli eventi così come sono disposti nello spazio. Ricordiamoci che noi qui vediamo tutto lo spaziotempo, e dunque tutto lo spazio esistente e tutto il tempo (perlomeno del nostro universo - vedi Dimensione parallela e Multiverso), sia trascorso che futuro. Inoltre l'analogia precedente ha un errore di fondo (al quale però è impossibile ovviare): ogni fetta di un vero filone di pane, se si trascura la profondità (la "lunghezza" del filone), ha solo due dimensioni, mentre una "fetta" dello spaziotempo, se si trascura il tempo (allo stesso modo della profondità) comprende tutt'e tre le dimensioni spaziali. La "visione" immaginaria e "in contemporanea" di tutto lo spaziotempo esistente è detta dai fisici e dai filosofi visione "in blocco" dello spaziotempo o anche continuum spazio-temporale.